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Progetto Scuola: Per – Corso per Bimbi

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Meditazione: Un Arcobaleno chiamato Presente

 

                                                                Premessa

La Meditazione non è una Filosofia, né una Religione, né ha a che fare con la
Spiritualità esotica, esoterica di origine Orientale come lo Yoga i Chakra, la
Reincarnazione o le Anime. Non la si può associare nemmeno alla Preghiera.
Neppure all’essere Vegetariani, Macrobiotici, Vegani, Crudisti o Bretariani. Nè
all’Omeopatia o alla Medicina Tradizionale Cinese. Non è nemmeno cantare il
mantra sacro Om come accade nei monasteri Zen. Nè la concentrazione e né la
contemplazione possono far accedere la persona in uno stato Meditativo.
Nemmeno la ricerca del sé supremo. Neanche le superstizioni, le credenza e le
convinzioni. La Meditazione non rientra in nessuna categoria e non può essere
etichettata in alcun modo. Si è soliti pensare che sia una pratica lugubre e
noiosa, ma in realtà porta con sé l’entusiasmo del momento Presente. Le
persone erroneamente pensano che chi Medita viva fuori dalla realtà, quando è
l’esatto contrario. Prova oggi, dopo aver letto quello che ho scritto, come
scivoli ed oscilli in continuazione tra passato e futuro mancando il bersaglio
chiamato Presente. Chi Medita, quando zappa la terra, zappa la terra, e non vi è altra pensiero che lo posso distrarre o allontanare da ciò che sta facendo. È per questo che i Sufi dicono: Ovunque si posa il mio sguardi vedo il volto delle
Bellezza. Chi Medita non si separa da ciò che sta accadendo, riconoscendo che
ciò che sta accadendo è l’unica ed ovvia realtà Reale. La Meditazione si
avvicina alla scienza, è come la matematica, se Mediti in profondità otterrai dei risultati strabilianti su tutti i fronti, sentirai nascere in te una compassione
sconfinata come mai hai conosciuto. La Meditazione si avvicina anche all’arte,
aprendo nel cervello, intuizioni profondissime per quel che concerne la musica,
la pittura, la scultura, la poesia, la danza, il cinema ed il teatro. Ciononostante
anche questi due aspetti importanti per la vita delle persone non rendono
giustizia fino in fondo per comprendere cosa sia la Meditazione. Possiamo
utilizzare una bellissima metafora per comprenderne il suo profondo ed
intrinseco significato. Immaginate la Meditazione come uno spazio Vuoto
illimitato ( Il contenitore ) e al suo interno tutte le forme, dalla più piccola e
minuscola particella alla galassia più lontana o alle categorie da me sopra citate che sono appunto il contenuto, la punta dell’iceberg. La Meditazione è
contemporaneamente, sia lo spazio Vuoto e sia le forme che appaiono al suo
interno. Sono la stessa cosa. Negli ultimi anni, dopo la scoperta del Bosone di
Higgs, nel laboratorio di fisica delle particelle a Ginevra, il fisico quantistico
italiano di fama mondiale Guido Tonelli ha rilasciato la seguente sconvolgente
frase:- Non solo l’Universo è nato del Vuoto, ma è ancora Vuoto.- La
Meditazione e la scienza corrono sulla stessa lunghezza d’onda. È incredibile
pensare che tutte le forme che conosciamo sono sia piene ( fatte di materia ) e
sia Vuote. È il Vuoto che ha subito una trasformazione e si manifesta attraverso le meraviglie alle quali siamo in ogni momento Presente partecipi. Un vero e proprio prodigio ( Dono ). La parola Meditazione ha la stessa radice
etimologica della parola Medicina. Ne si deduce che la funzione della
Meditazione ed attuazione pratica nella vita di tutti i giorni è di fondamentale
importanza per gli individui che intendono condurre una vita fatta di Pace,
Amore e Unione. L’ obiettivo di questi di incontri teorico – pratici -
esperienziali di Meditazione, dedicati agli alunni, si prefigge attraverso il gioco, di portarli ad una più ampia percezione e conoscenza di come vivere il
momento Presente. Nel cartone animato Kung Fu Panda, il nostro eroe scopre
che il Presente è appunto il dono più prezioso che ogni essere umano possieda.
Le persone vivono, e passano continuamente e costantemente, tra il passato
fatto di ricordi e memorie che non sono più, e il desiderio di un futuro pieno di
speranze che mai verrà. Bypassano inconsciamente ed inconsapevolmente il
Presente, l’unico reale momento che esiste nella vita. Ovviamente con i bambini
l’approccio è diverso da quello che insegno agli adulti e il nostro focus sarà
esclusivamente rivolto al gioco.
Gli incontri dureranno 1 ora o anche più, in un’aula o fuori all’aperto quando il
tempo lo permette. Nell’aula avremo bisogno di un materassino da Yoga e di
calze antiscivolo. Al mio fianco sarò supportato dalla maestra che avrà anche lei la preziosa occasione di imparare cosa significhi Meditare. Vediamo ora nello specifico come si svilupperanno questi incontri: Ogni punto è il focus primario sul quale ci centreremo nell’incontro specifico, ma vedremo poi come ogni punto è interconnesso agli altri....Ecco alcune chiavi di accesso al momento Presente o Meditazione che sono poi la stessa cosa.


1) Conoscere il proprio corpo fisico: La maggior parte delle persone è
totalmente inconsapevole di come funziona il proprio corpo, essendo per lo più
irretita dai milioni di pensieri compulsivi che ruotano incessantemente nel
cervello. È una sorta di dittatore che non ammette nessun tipo di intrusione. Per la mente è sempre l’ora di punta. Così facendo, come ben sappiamo, abbiamo raggiunto livelli di stress insopportabili ed inaccettabili. Il primo a farne le spese è appunto il nostro corpo. Non potendo parlare e comunicare con le parole, il suo modo di avvisarci che qualcosa nella nostra vita non procede
come dovrebbe è attraverso i sintomi. Ora mentre leggi queste parole osserva
come ti senti fisicamente. Sei tesa/o o rilassata/o? Probabilmente tesa/o ed
allora puoi iniziare sin da adesso ( il prezioso Presente ) a porvi rimedio. Sposta l’attenzione dal pensare al sentire il corpo che si rilassa ed il gioco è fatto. Senti la piacevolezza entrare subito in azione. Fai attenzione a non commentare mentalmente altrimenti ti sei già dimenticata/o del rilassamento. Il tuo focus è sentire il corpo fisico che si rilassa. Occhio a frasi del tipo: Ma io il tempo non ce l’ho per rilassarmi!! La contrazione fisica che viviamo e che stupidamente nutriamo e alimentiamo in ogni momento con pensieri fuori da ciò che accade e dal Presente, porta a delle vere e proprie malattie che all’inizio si manifestano attraverso i sintomi. I sintomi sono dei campanelli di allarme che il corpo utilizza per comunicarci che qualcosa nella nostra vita non funziona come dovrebbe. Ci invita a diventarne coscienti e a porvi immediatamente rimedio. Le farmacie sono piene di persone che sperano che delle pastiglie possano rimuovere il sintomo, e anche se lo fanno, non capiscono che non è il sintomo ad dover essere rimosso, bensì la nostra totale inconsapevolezza nel non riuscire ad amare il nostro corpo. Amore che lo si ottiene attraverso l’espansione e non la contrazione. Il rilassamento, ad esempio, come nelle pratiche yoga, ci porta ad espanderci e a far circolare ossigeno e sangue copiosi nei tessuti, nei muscoli e negli organi interni. Immaginate ora le vostre cellule accalcate per tutto il giorno in un pullman pieno di gente senza possibilità di movimento, compresse, con l’aria viziata sul punto di svenire da un momento all’altro. Un vero e proprio INFERNO per il nostro povero corpo che può solo supinamente obbedire agli ordini del boss, chiamato anche EGO!!! Dopo questa doverosa premessa vediamo nel concreto cosa farò fare ai bambini. I giochi su come entrare in sintonia con il corpo sono pressochè infiniti, come infinite sono le stelle e le galassie nel nostro universo.
L’utilizzo della respirazione diaframmatica è alla base per rilassare il corpo. Ci
potremmo, ad esempio, sedere in cerchio tenendoci per mano ascoltando ad
occhi chiusi il respiro che entra ed esce. In questa semplice, ma preziosa
pratica, si comunica ai bambini l’amore, l’amicizia, l’unità, il volersi bene e
l’aiutarsi, la pace nel mondo, il sentirsi vivi ecc ecc. Ogni bambino avrà la
possibilità da parlare ed esprimere cosa sente nel corpo. Magari in un
determinato punto del corpo. Daremo attraverso le parole voce al corpo. Poi
saranno loro a proporre come condurre l’incontro e come utilizzare il tempo a
loro piacimento. Io di esercizi ne ho un’infinità da proporre, ma preferisco che
siano loro ad attivarsi. Magari propongo di farli sdraiare e di mettere un libro
sulla pancia ( respirazione diaframmatica ) osservando la pancia che si alza e si abbassa. Gli comunico che in Giappone, ad esempio, la pancia è il loro cervello e che da anni son state trovate le stesse cellule cerebrali. I giapponesi pensano con la pancia il nostro secondo cervello. Indi per cui, io e l’insegnante faremo solo da supporto e parteciperemo insieme a loro ai giochi che propongono. Nessuna divisione e separazione tra noi e loro. Così facendo si stimola non solo il rilassamento nel corpo, ma si dà vita alla creatività e al momento presente dal quale tutto scaturisce. Le insegnanti potrebbero ad ogni inizio e fine lezione dedicare alcuni minuti al rilassamento e al riposo mentale. Far chiudere gli occhi per alcuni minuti, insegnando questa meravigliosa e semplice tecnica di rilassamento. Una sorta di sonno rigenerativo da svegli:-) Il corpo in definitiva è l’accesso al momento presente, ma non è l’unica strategia usata in questo meraviglio percorso. Ve ne sono altre.....


2) Il Respiro: Avevo sette anni quando iniziai ad osservare il mio respiro. Me ne stavo per diverso tempo a fare questo gioco piuttosto insolito per un bambino della mia età. Lo vedevo entrare ed uscire, uscire ed entrare. Fu dopo alcune settimane, ricordo che me ne stavo sul balcone di casa, che intervenne il
pensiero dicendomi:- ma sei matto a fare questo gioco. Il respiro è una cosa
naturale e normale. Accade da sé, se continui così finirai per impazzire.-
Ricordo che presi sul serio tale ammonimento e lasciai perdere seduta stante il
mio respiro. Fu dopo venti anni che venni a sapere che quella che facevo si
chiama Meditazione Vipassana. L’ha inventata Gautama il Buddha, mica uno
qualunque, come escamotage per rimanere nel Presente e non scivolare nel
sonno ( passato e futuro ). Chiaramente indurrò una profonda respirazione
attraverso il gioco. Non posso, e non serve, lasciarli fermi a respirare per 30
minuti. Ne bastano 2 o 3 di minuti in modo che il diaframma si espanda. Li
posso far giocare ( respirare ) facendogli chiudere una narice e poi l’altra. Farli
respirare solo con la bocca. Farli diventare coscienti della differenza tra le due
entrate dell’ossigeno. Possono capire che tra l’inspiro ed l’espiro esiste una
piccola pausa. Possono divertirsi a sentire circolare il respiro in tutte le parti del corpo. Si possono prendere dei palloncini gonfiabili e attraverso il respiro
profondo li si prepara per poi giocarci. Ci si può soffiare sul viso e mentre lo si
fa fare le boccacce per indurre la risata. Poi attendo di vedere che anche loro
possano proporre dei giochi. L’importante è iniziare e dare il là, poi tutto
avviene magicamente da solo......


3) Il Movimento e il Riposo: Il nostro sistema nervoso sinusoidale ha un
percorso ciclico di movimento e riposo. Tendenzialmente, dopo il movimento, è
il corpo stesso attraverso la stanchezza fisica che ci comunica che dobbiamo
riposare sia fisicamente, se abbiamo fatto movimento fisico, sia mentalmente,
se abbiamo impegnato la nostra mente per ore magari davanti ad un computer o a studiare. Nella mia ventennale esperienza di Councelor ho notato che la maggior parte dei disturbi psico- fisici sono solo dovuti ad una mancanza di rispetto del normale funzionamento del nostro sistema nervoso. Lo osservo su di me ogni giorno. Quando inizio a produrre pensieri poco carini associate a sensazioni poco piacevoli, il cento per cento delle volte non sto rispettando questa semplice regola. Ed allora una sensazione di sconforto o di malcelato malessere se ne va via immediatamente se vado a camminare realizzando che me ne ero stato troppo fermo ed immobile davanti alla tv o a scrivere al computer come sto facendo ora. Incredibilmente la sensazione evapora all’istante come per magia. Le cose della vita sono semplici da risolvere basta conoscerle e farle accadere. La stessa cosa accade, per un appassionato di camminate come il sottoscritto ( Amo lo sport ) che mi devo fermare a riposare dopo ore di camminata. Dare il tempo al sistema nervoso di fare il suo onesto lavoro. Il bello di tutto ciò è che si vive bene così. Anche in questo caso occhio alla litania dei pensieri compulsivi che vogliono sempre dir la loro e comandare. La mente va curata e la Meditazione e la medicina naturale per porvi rimedio.


4) Ciak si gira... La Creatività in Movimento: Il cervello nella stragrande
maggioranza dei casi viene utilizzato in malo modo. Al suo interno scorrono,
come un fiume in piena, centinaia di pensieri monotoni, ripetitivi e compulsivi.
È di fatto la peggior dipendenza che sia mai esistita sulla faccia della terra. È la madre di tutte le dipendenze che conosciamo: sostanze stupefacenti, farmaci,
gioco d’azzardo, internet e social media, pornografia, anoressia e bulimia, alcol e fumo di sigaretta. Tutte queste dipendenze provengono e nascono dai pensieri che fingono di essere ciò che siamo. Una volta staccata la spina, in un sol colpo, tutte le dipendenze cessano di essere nutrite dal cervello sotto forma di pensiero. Ovviamente la cura si chiama Meditazione. Non tutti i pensieri son da buttare, si tratta solo di sentire se un pensiero porta Amore o separazione. Se è nocivo e negativo, o se continua a ruminare su esperienze passate, oramai,
appunto, passate....Le funzione del nostro cervello sono infinite come infinite
sono le galassie nell’Universo. In questo incontro, per comodità, dividiamo
l’inclinazione nata dei bimbi in tre categorie.
La prima è il bimbo uditivo, colui che è attratto in modo spontaneo dal Suono e
le parole fanno al suo caso. Penso sempre, a mio fratello Dario che sin da
bambino divorava libri su libri. Un vero amante delle parole e ora partecipa
annualmente agli appuntamenti a Dublino per ricordare James Joyce. Lui,
l’Ulisse, l’ha letto diverse volte ed è così coinvolto che sta iniziando a tradurlo
in dialetto brianzolo. Un vero pazzo. Non solo, sua figlia Greta, come secondo
nome fa appunto Joyce. Ama fare il correttore di bozze ed ha scritto un libro
Noir intitolato: “ Metamorfeus “.
La seconda è quella del bimbo Visivo che ama le immagini. In questa categoria
mi ci ritrovo appieno. Ricordo a scuola la noia di dovermi sorbire fiumi di
parole in continuazione. Concetti che mi apparivano ‘astratti’ e distanti da me, e se anche cercavo di impegnarmi al massimo, era come se le parole ed il loro
significato non riuscivano a raggiungere quella parte del cervello preposta ad
acquisire l’informazione. Intanto la mia mente veniva attratta e rapita da quale vestito indossava la maestra, dal suo volto, i suoi cambiamenti di umore, il tono della sua voce, se era bella o brutta o dal tipo di energia che regnava in classe. Ricordo in seconda elementare un eclisse di sole dove per alcuni secondi il sole scomparve e ci fu una luce fioca. Ecco sono queste le cose che ricordo e si
stampano nel mio cervello. Mi hanno appunto dato la possibilità di scrivere un
libro autobiografico sulla mia vita di 836 pagine. Le parole sto iniziando adesso che son adulto ad amarle un po’ di più e le trovo bellissime. Mi piace fare i giochi di parole che invento al momento. Da bambino, purtroppo, cercavo la soddisfazione ed il completamento nei racconti, come nell’ora di religione, assorbivo con devozione ed attenzione le parabole di Gesù. Tutt’ora quelle lacune riemergono in alcune situazioni di vita, non mi cruccio più di tanto, sorrido a me stesso e continuo a volermi bene.
La terza è il Cinestesico colui che ama le sensazioni e soprattutto il movimento.
Questi bimbi, come vi potete immaginare, sono quelli che più ne pagano le
spese a scuola. Avete presente il bambino scatenato che ne continua a
combinare di tutti i colori pur di muoversi. Presumo sappiate ben di cosa parlo.
Amano soprattutto l’ora di scienze motorie sportive che risulta essere una vera e propria panacea per loro che possono finalmente sprigionare e liberare nell’aria la loro innata propensione.
A questo punto una volta chiesto ed indagato sulle tre tipologie ci si può
divertire a girare un film, per finta ovvio. Ogni bimbo interpreterà il ruolo che
sente più vicino alla sua parte creativa. Così facendo si inizia anche ad esplorare le capacità innate del bimbo e a porre le basi per un suo percorso futuro sulle scelte da fare su cosa vuole fare da grande. Ricordo che a casa mia, la scelta su quale scuola scegliere dopo le medie, fu dettata solo ed esclusivamente dal fatto che mio cognato faceva l’elettricista ed avrei potuto trovare un lavoro redditizio. Fu una vera e propria agonia sia la scuola I.P.S.I.A. ed il lavoro che durò una quindicina di anni. Sempre con vestiti sporchi, in luoghi freddi, fu la Meditazione che risvegliò in me la consapevolezza di quale fosse la mia attitudine. Avrei dovuto lavorare in via Monte Napoleone a Milano circondato da bei vestiti. In ambienti puliti e profumati o a fare il massaggiatore come poi ho fatto. Possiamo aiutare i bimbi a prendere coscienza del loro enorme potenziale, e ad aiutarli a trovare piacere anche nelle cose che se viste da un’altra prospettiva, non risultano essere poi così noiose come apparentemente appaiono. Esiste un Einstein e un Picasso in ognuno di noi....

5) “ Tu chiamale se vuoi, Emozioni...” Era settembre 2015, e vidi di buon
grado, insieme ad Alessandro mio figlio di 9 anni, il bellissimo cartone animato
Inside Out. Era forse la prima volta che veniva insegnato ai bambini cosa
fossero le emozioni primarie. Imparare a riconoscerle e a saperle gestire
attraverso il gioco è un buon metodo per abituarsi ad accettare che fanno parte
anch’esse del mondo. Il Gioco permette il rilassamento, l’accettazione, la
comprensione che le emozioni vivono in ogni essere umano e in ultima analisi
hanno qualcosa da insegnarci e comunicarci. Le sette emozioni primarie, con
questo approccio, inducono ad una visione più ampia in cui, ad esempio, la
Paura, può essere vista come un messaggio importante per la nostra
sopravvivenza. Avevo 11 anni, quando nella mia scuola media a Monza,
appesero all’ingresso un enorme manifesto dove veniva raffigurata la figura di
un uomo diventato oramai scheletrito da uso d’Eroina. Mi fece una paura tale
che rabbrividii, e seppur diverse volte me la offrirono, non esitai mai e poi mai
un solo istante a dire di no!!! La Paura ci mette in guardia dal non pigiare
troppo il piede sull’acceleratore o dal non frequentare compagnie troppo a
rischio. Le altre sono: Rabbia, Tristezza, Gioia, Sorpresa, Disprezzo e Disgusto.
Queste emozioni primarie saranno autoindotte attraverso il gioco. Una dopo
l’altra con semplicità, così, quando poi le vivremo nel quotidiano, avremo nel
nostro sistema nervoso un buon ricordo di come affrontarle, viverle e lasciarle.
Avranno di certo perso, quella loro forte intensità se già si conoscono.
Poi ci sono la emozioni secondarie che è la risposta del corpo a ciò che
pensiamo. Eccone alcune: Allegria, Invidia, Vergogna , Ansia, Rassegnazione,
Gelosia, Speranza, Perdono, Offesa, Nostalgia, Rimorso, Noia, Quiete,
Confusione, Empatia, Orrore, Nostalgia, Sollievo, Romanticismo,
Ammirazione, Divertimento e Delusione.

6) I cinque sensi: Questo approccio è molto utile per vivere il Presente. Ci
abitueremo ad Udire la musica, notando come le note musicali, dallo stereo
vibrano nell’aria per raggiungere i nostri canali uditivi, laddove vi è il cervello
che ascolta. Ogniqualvolta ci rendiamo conto di non ascoltare, siamo finiti nel
sogno tra passato e futuro. Ci siamo persi in un sogno ad occhi aperti. Questo
esercizio è importante per l’attenzione anche durante le ore di lezione in classe.
Si è stimato che l’attenzione dura circa trenta minuti poi il cervello necessita di
una pausa per ricaricarsi.
Per quanto concerne la Vista è il senso più utilizzato. La maggior parte delle
tensioni nel viso risiedono negli occhi, sempre alla costante ricerca di qualcosa.
Insegnerò uno sguardo ampio, ‘sfocato’ e dolce. Uno sguardo che non vuol
prendere e possedere, ma semplicemente contemplare. Uno sguardo di
interazione con l’oggetto guardato. Ogni oggetto porta con sé una sua
vibrazione, una sua fragranza e una sua ‘anima’. Imparare che al mondo non
esiste nulla di inanimato è un buon inizio per rispettare e amare l’intero pianeta, gli altri e sé stessi.
Il Tatto è il senso che più di ogni altra cosa scalda il Cuore. Dà quel senso di
vicinanza, di calore, di conforto, di unità e fusione. Posso insegnare come feci
con mio figlio dei semplici massaggi alle mani e ai piedi. Si può organizzare
una sorta di trenino dove simultaneamente veniamo tutti massaggiati creando
un bellissimo cerchio. Ci sarà anche l’auto massaggio, lo stretching ed il
rilassamento finale da sdraiati in cui il respiro massaggia gli organi interni, i
muscoli e le varie tensioni.
Il Gusto per assaporare il cibo e sentire le papille gustative mettersi in azione.
Imparare a mangiare lentamente ( quais nessuno lo fa ) e a masticare tanto
perché la digestione inizia dalla bocca.
L’Olfatto è il senso che più di ogni altro è Libero. Non è sottoposto al controllo
della mente razionale. Il Profumo sprigionandosi nell’aria e raggiungendo il
nostro naso, ci proietta immediatamente in una dimensione che non possiamo
controllare. Tutto passa attraverso l’Olfatto. Emozioni, ricordi e sensazioni ed è
il più potente ed antico dei nostri sensi. Ci guida in ogni momento, è il più
enigmatico e modifica il nostro inconscio profondamente. Il libro di Patrick
Suskind “ Il Profumo “ racconta in modo esemplare quello di cui parlo. Coi
bimbi ci limiteremo a raccontarci quale profumo ci piace e quale di meno. Lo si
può fare associato ai profumi della frutta, di un incenso o di fiori.

“ L’Amore che cerchi è già Presente adesso, dentro e fuori di te, se non Ora
quando?” Edoardo Fossati.
 

Ancora 1
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